Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

]8 GIUSEPPE FERRARI ----------------------- senza retorica e basata sui tatti quali realmente fu• rono, fin qui non ci è stata data che dal Ferrari. "Nella filosofia della storia - scriveva l'Oriani che, fondala oscuramente a Napoli dal Vico, era tanto cresciuta in Germania e 'in Francia, creando metodo e scienza storica, solo Giuseppe Ferrari si mostrava {!rande. Con ingegno multiplo ed originale passando dalla "Filosofia della rivoluzione» alle « Rivolitzioni d'Italia », vi contava tutte quelle della storia medioevale e ne tracciava la direzione, ne scrutava -le leggi dinamiche, ne divideva i periodi, ne scandeva il ritmo: quindi dalle pulsazioni delle rivoluzioni italiane costretto al calcolo dell'intero circolo europeo accordava con mirabile sintesi le rivoluzioni d'Europa a quelle d'Italia per riscontrarle più tardi con quelle della China, ,e dettare moribondo in una nuova « Teoria dei Periodi Politici » i teoremi fondamentali di una matematica storica" (1). Nella piena maturità del suo pensiero, nel quarto d'ora in cui il suo nome godeva della fama più meri• tata in Italia e all'estero, Ferrari ritornò in patria; e fu, ahimè, eletto deputato al Parlamento. Non ebbe la forza di rifiutare, che pure ebbero Mazzini e Gal taneo, ed entrò alla Camera. Fu il principio della sua decadenza, anche intellettuale, il che gli giovò naturalmente come successo personale, procurandogli anche in Italia lauri accademici. In/ atti dal 1861 al 1876, anno della sua morte, insegnò filosofia della storia nelle Università e Istituti di Torino, Milano e Roma. Ancora pieni di interesse sono, non ostante, i lavori r:h'ei pubblicò negli anni successivi: la sua prolusione al Corso di Filosofia della storia, il libro sulla China e l'Europa, lo studio sul Giannone e specialmente il « Corso sugli Scrittori politici italiani". Ma d'om in avanti la sua attività intellettuale acqui. (1) À, 01-ianf - La lolta politica fn ltalla - Tena edlc. on• rata dalla « Voce •, Firenze, 1913. - Voi, IJ, }ll\g, 867-68.

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