Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

2G2 GIUSEPPE FERRARl naturalisti che deificano la natura, da Vanini chiamata regina e dea dei mortali: anche .dopo riconosciuta la non esistenza di un Dio re dell'universo, venne supposta al mondo un'intenzione, quasi avesse un'anima, o fossero noti i suoi ponsieri, o fosse noto il fine della natura. Quindi disconosciuta la guerra universale degli esseri, le stragi della natura, che viene osservata col proposito deliberato di non vederne il male, di non conoscerne se non il bene, di trasportare i nostri miseri concelti al creato intero, e di volerlo tutto inteso alla nostra ·felicità. Quindi l'ipotesi delle scempie finalità supposte negli esseri a,d ogni incontro fortuito o misterioso, sempre spiegato coi nostri pregiudizi, dimenticandosi che l'aria è creata per noi, quanto noi per l'aria; il maschio per la femmina, quanto la femmina per il maschio; l'uomo per la terra, quanto la terra per l'uomo; le fi,ere per divorarci, quanto noi per distruggerle: chè non havvi dato, non indizio, non sintomo alcuno per isvolgere gli esseri piuttosto in una serie progressiva, che in una serie retrograda o circolare. Quindi l'ipotesi iperbolica che suppone nell'universo un progresso continuo, che attribuisce agli esseri viventi il destino di migliorarsi e di far migliore l'ambiente in cui vivono, a tiutte le anime-una risurrezione, for3e una trasmigrazione nei diversi astri, quasi che gli astri dovessero profittare di ogni scossa, di ogni rivoluzione compiuta in una piazza di Roma, di Parigi o di Londra. La metafisica prolunga la sua agonia avviticchiata alle incertezze della geologia e dell'ana.,tomia comparata, ostinandosi a contraffare la religione, a crearsi un suo paradiso astratto, e ad attribuire all'impas1;,ibile destino, all'inerte alternarsi dell'essere e del non-essere le speranze, i timori e le passioni del genere umano. Più oir,cospetti, e non più avveduti, taluni si restringono ad annunziarci che le leggi dell'universo sono costanti, uniformi; che la costanza, l'uniformita delle leggi mondiali viene assicurata dallo spazio, dal tempo, dalla sostanza, dalla causa, dall'essere che dominano ,

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