Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA· DELLA RIVOLUZIONE 257 IL NATURALISTA. Senza dubbio: riconoséo l'anima là dove appare, nell'albero, nel cristallo, nel sasso, in ogni germe, in ogni molecola capace di subordinare al suo impero due o più molecole per farne un oggeU.o unico, o, come si dice, organizzato. IL TEOLOGO. Così ogni molecola, ogni seme, ogni corpo organizzato o dominante, sarà nello stesso tempo spirito e materia: e come ogni seme è materiale, potrà alla sua volta comporsi di altri semi o molecole, le quali alla loro volta saranno spirito e materia, e noi avremmo anime composte di anime. IL NATURALISTA. Non vi sono forse dei corpi composti di corpi ? ~e per caso il seme della ròsa contenesse altri semi più sottili, momentaneamente inerti, ma pronti a germogliare in un ambiente più etereo, trasportati in questo ambiente non mancheranno di fiorire, e la rosa perirà. IL TEOLOGO. Avete dimenticato che l'anima è indivisibile. IL NATURALISTA. E voi, che il corpo è divisibile. IL TEOLOGO. Or ora avete esagerato il principio della indivisibilità, ed io accordava alle rose un'anima per salvare la vostra; tra me pensava esser meglio immortalizzare le 17 I

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