256 GIUSEPPE FERRAR-I IL NATURALISTA. Con questa differenza, che le mie anime sono indivise dai corpi, quando scompaiono confesso umilmente di più •non sapere ove sono; di modo che 1n loro nome non fo male ad alcuno. IL TEOLOGO. Le vostre anime sono le 'essenze di Aristotele. IL NATURALISTA. No, sono fatti, apparenze indivise dai corpi, e quindi dalla materia. IL TEOLOGO. Essei'formano le rose, i corpi; sono dunque le monadi di Leibnitz. lJ, NATURALISTA. La monacfo di Leibnitz è un'anima. separata dal corpo, un'anima che pensa sempre, che diviene un g;omo una rosa, raltro giorno un frammento di tavola, più tardi l'uomo e forse un mondo. Leìbnitz affermava a buon diritto che le anime sono in tutti gli esseri; l'error suo era di darsi in balia alla logica, che lo a,dduoova a negare i corpi. IL TEOLOGO. Inseg,natemi adunque a disinguere l'anima d1J corpo. IL NATURALISTA. IQcielo me ne guardi. IL TEOLOGO. Dunque voi confondete l'anima col oonpo.
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