Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

254 GIUSEPPE FERnARI IL NATURALISTA. Il giudizio, la volontà, lla coscienza dell'animale mostrano l'io dell'animale uno e indivisibile; se mi volete immateriale, aiocordatemi che ogni animale lo è. IL TEOLOGO. Ma voi siete ragionevole. IL NATURALISTA. Ma l'animale pensa, ha una coscienza, paragona, giudica; il suo io è come il mio, dunque è immateriale; io non posso ammettere /l'immaterialità dell'anima umana senza ammettere l'imm.a:terialità di tutti gli animali. IL TEOLOGO. Vi .accor-derò l'immaterialità di lutti gli animali, almeno allora mi accorderete che l'anima dell'uomo è immateriale. IL NATURALISTA. Voglio di più; voglio che l'anima dalla rosa, che quella d'ogni flore siano immateriali : difatt-0, rispondetemi, ·perchè la mia anima è immateriale? IL TEOLOGO. Lo ripeto; le nostre sensazioni si riferiscono ad un punto uno ed indivisibile; il nostro giudizio ravvicina due idee, e suppone il punto unico e indivisibile della loro cognizione: lo stesso si dica dehla volontà, della memoria, delle altre facoltà, tutte diverse e distinte, eppure concentrate in un punto unico.

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