248 GIUSEPPE FERRAR! riservat.o a' fisici, si trovò differit.o nelle scuole dei fllop0fi le qua1i appartennero ancora agli uomini che conoscevano le contraddizioni della materia. Quando Descartes cercò l' equazione dell' universo, non mancò di accusa·re d'inconsistenza la materia; e poichè dopo Telesio, dopo Gassendi, ·dopo i progressi della fisica, !'•antinomia presentava:si sempre più forte, egli rinnovò l'atomismo per vinoorla definitivamente. Ma con qual esito? Egli che prendeva per primo ed unico dato il pensiero, poi l'essere, Dio, lo spirito, co- - me poteva dedurne l'atomo esteso, mobile, poi il corpo e l'azione e la reazione aegli esseri corporei? Il suo atomismo rimase qual episodio staccato dal suo sistema, in contraddizione col suo principio; quest'epi- •sodio fondavasi ,sopra un'ipotesi in cui la materia diveniva eguale allo spazio, e mobile per servire di punto di partenza ad una nuova serie d'equazioni naturali ,affatto estramfo ane equazioni del pensiero, le quali si ,fermavano nel mondo dello spirito. L'atomismo cartesiano chiarì solamente: 1.0 che non havvi equazione, nè transito logico dal pensiero all'estensione, daHo spirito al corpo; 2.0 che non havvi neppure passaggio lo- ,gico dagli atomi invariabili e distinti alla foi:m~~iop.e de' corpi variabili e continui. Laonde due problemi: 1. 0 in qual modo si può transire dal pensiero al corpo? 2.0 ,in quai modo si può transire dal corpo variajbi'lee continuo agli elementi che lo compongono? Due !l'ispòste erano necesarie; le. due risposte furono due sistemi. 1. 0 In qual modo si può passare dal pensi~ro al corpo? Malebranche dimostra che non havvi passaggio. L'oggetto materiale è fuori del pensierw non può toccarlo; lo spirito non può trasmettergli alcuna impressione, alcun'ima:gine, la visione del mondo è i,mlJ)OSSibile:che è adunque? è la visione delle cose in Dio, il quale è H creatore dell'imposibile. Berckeley ~i spinge più oltre : neppure in Dio, egli dice, noi vediamo la materia; dunque essa è un nostro pregiudizio; _nonesiste. ·
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