Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE ------------------ ····- ---· « sieri alle parole; egli inventa una materia la quale « è la materia delle discussioni, e non quella del mon- " do. La materia non è ·informe, nè astratta, nè. pos- « sibile; la materia, la forma, il moto si uniscono; haec « tria nullo modo discerpenda. » Per noi Bacone è il l'ivelatore della materia, da lui comincia la fisica moJema; egli è il messia del mondo materiale; Telesio, ch'egli chiamava il primo degli uomini nuovi, era solo un precursore, non aveva visto la necessità di sottoporre l'intelletto alle cose, non aveva dedotto da questa necessità il dovere di accet.tare la materia quale appare indivisibile dalle sue trasformazioni, non aveva proclamata la natura come 1·ivelazione materiale. Egli staccava ancora dalla materia il freddo, il caldo; trasf0rmavali in principj incorporei, deduceva il mondo dall'eterna g·uerra che si fanno nel seno dei corpi; in altri termini, egli era metafisico, cercava equazioni, deduzioni e i suoi principj stavano ancora al di là dell'apparenza, in un calore, in un freddo diversi dal calore e dal freddo della materia. Bacone fermò la metafisica, la detronizzò; volle che la fisica incominciasse col fatto della materia formata ed attiva ed enlrò per la prima volta nel mondo moderno. Se non che non sospettando che tale ,rivelazione fosse la più grave delle contraddizioni, e che quella metafisica da lui spTegiata non avesse la sua ragione d'essere se ,non negli sforzi de' filosofi per sottrarsi alla contraddizione da lui inosservata; nè sapendo eglL discernere la contraddizione critica dalla positiva, non valse a difendere la sua propria rivelazione contro i metafisici, i quali ben valevano ad intende1rela contraddizione della materia formata o attiva, vale a dire determinata e indeterminata., immobile e mobile, figurata e senza figura, estesa ed inestesa. Quanto Bacone ora superiore ai metafisici proclamando il regno dell'apparenza, altrettanto era loro inferiore ignorando le antinomie dell'appaTenza; la metafisica non poteva soffermarsi dinanzi alle pretensioni d'un novatore inconscio della propria forza; l'insegnamento di B3 eone,

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