Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE zione, anch',essa genera qualità nu~ve, che escono dal nulla. Era mestieri d'un'uscita a questa contraddizione, ch'era presa· per una contraddizione dei filosofi, e la nuova uscita fu l'atomo di Democrito, 1'atomo che non nasce, non perisce, che fissa la materia nella sua quantità inviolabile, e la cui variazione si riduce al rapporto, alla figura, alla disposizione in guisa che appaga l.a logica permettendo di procedere per via di equazioni dal passat-0 al presente, all'avvenire. Se non ehe la contraddizione si riproduce più forte e più aperta non essendo il mondo un mosaico variopinto ma una perfetta e vera trasfusione. E in qual modo l'atomo è desso percepito? Vien supposto, ma non appare; trascende l'apparenza; il nostro senso non percepisce che -le .immagini (ml(.o)la), che si staccano dagli atomi, o piuttosto dagli atomi combinati. Qui -la materia è dunque un'ipotesi imaginata per ispiegare le variazioni de:l mondo: ma l'atomo spiega il cam'biamento con una materia che non cambia: spiega l'apparire delle qualità variaibili, con una materia invariabile; spiega la fusione e l'inq.ividuazione, la vita con una materia, le cui parti rimangono disunite, senza azione continua. Per render ragione del cambiamento, Talete avea cercato la materia del cambiamento; per render conto della diversità delle materie, Anassimandro avea posto i:l caos; per uscire da una confusione impossibile, proclamavasi l'atomo: e l'atomo dava la più formale mentita alla natura. Quando Platone ed Aristotele ebbero ben intesa la contraddizione, la metafisica della materia subì una compiuta rivoluzione. Elra convenuto che. la materia rendeva impossibi:le la formazione e la distinzione degli esseri; era convenuto che la quantità fissa, che chiamasi acqua, ar.ia, fuoco, oaos, omeomeria, atomo, rendeva impossibile la diversità delle cose: era evidente che prima di tutto bisognava render ragione di ciò che ia·ppare, della diversità, del cambiamento, dell'alterazione, della vita, della ragione. Fu dunque spo-

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