GTUSEPPE FERRAR! ponderabili : la materia propriamente detta non è se non il genere delle materie; ma appare tostochè una materia si vede. Considerare la natura sotto l'aspetto della mat-eria, t-0rna lo stesso che considerarla sotto l'aspetto di u,n genere, di un'astrazione, e precisamente sotto l'aspetto della quantità, fatta astrazione dalle qualità. Un metro cubo assolutamente -pieno sarà sempre la stessa quantità, la -stessa materia: cento libbre di peso, siano esse oro o ferro o pietra, sono sempre cento libbre di materia. Mentre la materia rimane inalterabile, le forme, le qualità, cambiano; gli esseri, nascono, periscono, si trasformano; un mondo permanente nella quantità diviene succDssivamente mille mondi diversi nelle qualità. Questo appare, questo è, nè altro sappiamo. La metafisica della materia incominciò dal primo tentativo per isciogliere le antinomie che sovrastavano alla rivelazione materiale. Nei primi giorni della filosofia si <'.hicsegià qual fosse la materia che generava tutti gli esseri. Il cambiamento destava maraviglia, e se ne cercaYa il principio che restava, il termine che desse l'equazione o la deduzione delle metamorfosi della natura. Talete pensò che la materia è l'acqua, e che l'acqua trovasi nel fondo di tutli gli esseri. Essa inumidiscD i germi, foco·nda la terra colle pioggie, coi fiumi, coi laghi; la terra stessa è un deposito dell'acqua; evaporandosi, l'acqua genera l'aria, alimenta il fuoco; quando il freddo l'assorbe, genera i metalli, che sono liquidi consolidati. Dovunque l'acqua dispensa la vita alla superficie della terra, come rn:ilfondo del.J.'.Oceanoe intendiamo come Talete vedesse la forza gèneratrice dell'acqua in tutti i fenomeni; essa sembrava rivelargli il sillogismo occulto di tutte le metamorfosi. S'incontra un'obbiezione, primo cenno d'una. critica elle ignora sè slessa: perchè l'apparenza dell'arqua deve sig,noreggiare lntle le apparenze? Invece di esser causa, perchè non sarebbe l'effetto d'altra materia più
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