FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 23!} è inteso che l'illusione del genere esiste; ma se essa sorge dalla ,parola, bisogna mostrarci in qual modo la parola oltrepassando le cose perC€tte, le fa parere come non sono, nei g€neri. Hume risponde, chB la parola corrobora l'associazionB delle idee, cioè l'abitudine; e trae l'illusione del genere dall'abitucl ine, la quale riunisce gli individui distinti e li afferra nE:ll'ordine del loro apparire, sì che ogni uomo ci richiama gli uomini. Ma la risposta non vale: gli uomini ·non sono l'uomo; la moltitudine non è il genere; la unione non è la generalizzazione. L'abitudine restringesi a riunire i fenomeni: li generalizza? li rende essa somiglianti? può essa trasportare il simile nel diverso? l'identità nella differ€nza? L'unione di due cose opposte è forse una generalizzazione? In qual modo l'abitudine diventerà il tempo, lo spazio, l'essere, la sostanza, la causa, generi primitivi universali, superiori ad ogni abitudine, e contenenti necessariamente le abitudini, giacchè ogni essere, ogni associazione appare contenuta dal tempo, dallo spazio, dalla sostanza, dalla causa? Se Spinosa, costretto ,a individuare la sostanza, dichiarava essere noi modi dell'eterno, Davide Hume, impegnato a gener.a,lizzare la sensazione, dichiara essere la sostanza un modo dell'io: se Spinosa crea la natura traendola dal vuoto della sostanza, David Hume la crea traen- , 1ola dal vuoto dell'abitudine. Dai due lati il processo è lo stesso, l'impossibilità torna la stessa, e i nuovi filosofi non possono distruggere la metafisica che aborrono e che s'insinua, a loro dispetto, ne' loro sistemi; riluttando all'apparenza, rimangono avvolti nel vorti·cc della critica. Il gener-e fu ristaurato da Kant, e a buon diritto ne rivendicò l'apparire; ma a torto gli eclettici francesi credono di giovarsene per vincere la critioa; -a torto si ràtlegrano di avere riconquistate le nozioni eterne dello spazio, del tempo, della sostanza e della causa: le adorano, ne parlano giubil.anti come di principj as-• solutamente certi, i qu,ali, giusta Plat-0ne, danno alle
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