Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

23G GIUSEPPE FERRAR! che pr.etendeva di procedere per equazioni, fece emergere meglio degli altri metafisici che dall'essere non può dooursi veruna sostanza, verun atto, veruna creazione. Come mai un esser,e neoessarirumente uno, indivisibile, · impassibile, necessario, universale, potrebbe trarre da sè l,a divisione, l'azione; la contingenza, l'individualità e La dist~nzione di tutti gli esseri e di tutte le sostanze? Oram,a,i l'antinomia ingrandiva: l'ente di Elea riappariva nell'unità del Dio cartesiano, il cartesianismo rovinav,a, e Spinosa, che se ne accorse, volle evitare la contraddizione ad ogni costo. Vi hanno due momenti nel sistema di Spinosa; il primo ammirando nel quale rettifica la metafisica cartesiana, il secondo fallace pe·r cui lotta contro le antinomie. Nel primo momento, Spinosa afferra Laverità, che si trova in fondo alla dimostrazione di Dio data da Desoartes, cioè, l'eguaglianza dell'essere e del parere, l'identità dei due termini, l,a neoessità d'ammettere l'esistenza dell'essere, che Spinosa concepisoe sotto la forma di una sostanza, una, indivisibile ed eterna. Qui Spinosa mostra la verità là dove appare .realmente, nella sostanza universale; in mano su,a ·1a dimostrazione dell'esistenza di Dio non dà se non ciò che realmente contiene: la sostanza neoossaria ed infinita. L'immensità di Dio diventa l'immensità della sostanza, le perfezioni apparenti del mondo, 1'afatalità si sostituisce alla provvidenza, u·n ente astratto soppianta il Cristo e comprendiamo la meraviglia, il -terrore dei teologi che videro sorgere dal seno delle loro dimostrazioni il più geometrico ateismo. M,a nel rettificare la metafi,sioo cartesiana Spinosa volle sciogliere le contraddizioni sollevate dalla g,eometria dell'essere; e qui incomincia il suo fallire: qui deve spi,egare le contraddizioni della sostanza, stabilirla come principio, 1-1nicarealtà e t~arne l'esistenza del mondo. naochè essa sola è la sostanza, il tempo, lo spazio e.essano di essere ciò che sono, cioè a;pparenze pri-

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