FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE I neoplatonici si allontanano sempre più dall'apparenz.a. Accordano ad Arist-0tele che l'essere non è bello, nè buono, nè attivo, che riducesi al g-enere dei generi, al genere di tutti gli esseri. Accordano a Platone che la bellezza, la bontà, la forza, svolgendosi nella serie de' Lipi, si riassumono in un tipo perfottissimo. Il tipo e l'essere sono distinti; l\rno è Dio, l'altro l'esistenza di Dio: ma uno è Dio, una l'esistenza di Dio; dunque l'uno e l'altra sono nell'unità, ne sono le ipostasi; ect ecco trasformalo l'essere in un'ipostasi dell'Uno triuo da studiarsi con una facoltà superiore alla ragione e da intendersi con islinoo sopranaturale. Così la metafisica dell'essere vagava tra l'estasi e l'ineffabile; più lardi, presso i santi Padri, presso gli scolastici, si confondeva colla formola della trinità cristiana. Alla caduta della scolastica essa riprende il volo, oltrepassa il realismo ed il nominalismo; cammina sola, falla astrazione <I alla religione e riceve da De ·cartes nuova forma e nuovi destini. Descartes entra il primo nella nuova via. Io concopisco la perfezione, diceva egli, posso oltrepassarla all'infinito; vi aggiungo la nuova ' perfezione dell'essere, io concepisco nn essere perfetto come possibile, dunque esiste. Questa dimostrazione dell'esistenza di Dio mescola la verità colla follia: la verità sta nell'equazione dell'essere e del parere meravigliosamente afferrata nel genere di tutti i generi; la follìa sta nell'artificio, che moltiplica le perfezioni per fare dell'essere un Dio. Descartes non errava riducendo l'essere ad un'apparenza, ma erra.va dando all'essere la divinità. L'apparenza era nell'essere; Dio non eru. nell'apparenza, non era nella verità; era la soluzione imaginaria di tutte le contraddizioni della natura e del pensiero. Torna superfluo il dire che, lungi dallo sciogliere antinomia alcuna, pres'so Descartes, l'essere supremo è in contraddizione con tutti gli esseri; solo può esistere, solo è sostanziale, solo necessario; da lui agli esseri non v'ha identità, non equazione, non deduzione. D~artes,
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