234 GIUSEPPE FERRAR! esseri, unico, indivisibile come gli altri generi; l'essere è necessario, come il contenente lo è al contenuto: è universale, non potendosi dare alcun fenomeno che, esistendo, non cada. sotto l'impero di questo genere supremo. La metafisica dell'essere ha seguìto passo passo la 111etafisicadel genere. Gli eleatici furono i primi a. consid,erarne le antinomie quali contraddizioni del nostro intelletto e le scioglievano coll'equazione del non-essere, col nulla. Perchè ool non--essere era negato ogni inLervallo tra le diverse cose, negata la distinzione delle cose, negata la naiura. Quindi l'essere non fu più l'apparenza prima, fu più che l'essere apparente, più che Lutti gli esseri. Tanio valeva domandare se il non-uomo esiste; e poichè non esiste, negare ogni cosa. L'essere, divenuto, primo principio, tiranneggia PlaLone,che si assume di spiegare la distinzione delle cose coi generi e qui l'essere si allontana ancor più dall'apparenza; i generi di Platone abbellisconsi per interpreLare la bellezza, e l'essere diventa bellissimo: i generi. di Platone sono attivi per penetrare la formazione delle cose; quindi il genere dei generi diventa attivo, acquista la bontà, si trasfigura; è principio dell'ordine universale; è Dio. La metafisica dell'essere progredisce di nuovo con Aristotele. I generi, dice egli, non ispiegano gli individui: non sono belli, nè buoni, nè attivi. Dunque il genere non è un principio. Solo l'individuo è principio primo; quanio ,più ci allontaniamo dall'individuo, tanto più ci allontaniamo dalla verità; dunque il genere esiste meno dell'individuo, e l'essere, che è l'ultimo di tutti i generi, e,siste meno d'ogni genere. Non basta-; l'essere deve conciliarsi col non-essere; Aristotele spiega ad un tempo l'apparenza dell'essere e la contraddizione del non..,essere,mettendosi al di fuori dell'appar,enza, creando una cosa nuova, un oggetto nuovo, la materia, che è l',essere in potenza e il non-essere in atto. Per uno strano rivolgimento toglieva così l'essere alla materi,a, mentre le dava la potenza.
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