FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 233 coll'individuo. Finchè l'individuo esiste, il genere gli è immanente, necessario, universale, infinito, eterno; se l'individuo scompare, l'ombra ·del genere sva•nisce. Il tempo e lo spazio sono come l'ombra ideale, inseparabile dalla nostra esistenza; se vogliam sopprimerli, noi diventiamo -positivamente inconcepibili a noi stessi. Si dirà: « Il tempo e lo spazio erano prima di voi, ((saranno dopo di voi; sono adunque universali, ne- " cessari per sè stessi, astrazione fatta dalla natura e « indipendentemente dal nostro modo di concepire. ,, Io rispondo: che sono necessari, universali, eterni, infi,niti, relativamente al nostro modo di concepire, relativamente aHa apparizione ed alla disparizione della natura dinanzi a noi. Finchè restiamo su questo teatro, il tempo e lo spazio sono le condizioni della nostra scena; sia il teatro pieno o vuoto, il tempo e lo spazio restano. Ma se al teatro stesso succedesse un nuovo teatro, una nuova creazione, la quale si opponesse alla creazione attuale e la smentisse colla forza di una contmddizione positiva, se all'universo succedesse un nuovo universo nè esteso, nè successivo nel suo sviluppo particolare, il tempo e lo spazio poti-ebbero svanire alla loro volta, come il genere antidiluviano del mastodonte è scomparso dinanzi al genere umano. La possibilità di concepire una creazione superiore al tempo e allo spazio è implicata nell'esistenza di un genere che s1 pone superiore al tempo e allo spazio. Parlo dell'essere: il tempo è, lo spazio è; l'essere è dunque comune al tempo ed allo spazio, dunque li abbraccia, li oltrepassa e li domina. L'essere è il genere supremo, la condizione ultima o prima di tutto ciò che può concepirsi o imaginarsi; ci è dato col pensiero; basta pensare perchè appaia, basLa che appa,ia possibile perchè sia. - Le sue antinomie si riducono alle antinomie del genere. Si contrappone agli esseri, come l'uomo agli uomini : dunque è infinito, inesauribile dal numero degli
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==