Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

220 GIUSEPPE FERRAR! nicare la bellezza agli esseri, ed è questa una nuova falsificazione dell'apparenza reclamata dalla necessità di stabilire una nuova serie di equazioni che restano tutte imaginarie, perchè i1 genere non è nè bello, nè brutto, ma abbraocia gli individui tutti, fatta astrazione dalle perfezioni e dalle imperfezioni : il cieco e il sordo cessano forse d'essere uomini? Infine, la scala dei generi trasformati in tipi, presso Platone s'innalza nella gradazione della bellezza ideale, e giunge al genere supremo delle astrazioni trasportandovi tutte le bellezze, tutte le perfezioni. Nuova fallacia, perchè l'essere non è nè bello nè brutto, ed abbraccia senza preferenza tutti gli esseri buoni e mali, e nessuno può farne un idolo, un Dio, un creatore. L'opera di Platone restò inwrta nella sua stessa mente, che avvisò nel Parmenide esservi delle contraddizioni irreduttibili, ed Aristotile svolgendole e capovolgendole non mancò di rovesciare l'edifizio delle idee. Se non che tratto egli pure a cercare un'uscita alla sci,enz,aper dedurne altre equazioni ed altre deduzioni cadde nell'errore opposto di stabilire nell'individuo il principio che scioglie le contraddizioni eterne sempre tenute per contraddizioni positive. Quindi. il suo individuo incaricato di render conto dell'intera natura, a dispetto delle continue sue variazioni, egualmente inca1·icatodi spiegare l'apparenza dei generi ad onta dellà loro aBtratta natura, fu più che l'individuo visibile, fu un essere che non muta, che rimane sempre lo stesso, sempre superiore al suo aipparire, al suo sparire e diventò vagante, incognito ed onni,potente al dt fuori dell'individuo apparente, diventò un'essenza indivisibile, un'entelechia, un'energia, un'anima, il principio di un moto metafisico più vero dell'apparente. Minutamente esaminato il sistema peripatetico si riduce alla g;rand'equazione defia oreazione secondo il termine dell'essenza variamente sussidiata da altri principii; esso trae ì'individuo apparente dall'essenza congiunta alla materia; fa dei generi colle gradazioni nell'ordine delle ma-

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