FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 217 critiche; ma noi evitiamo quest'illusione della meta.fisica, distinguendo le due specie di antinomie, esaminando se la contraddizione è nella natura o nell'intellet~, se è figlia della logica che domina la natura, o figlia della natura che domina la logica, e per noi l'apparenza sola decide, perchè ogni fenomeno si spitiga da sè. CAPITOLO V. LA RIVELAZIONE DEL GENERE. 1 fenomeni si rassomigliano, le loro rassomiglianze formano i generi. Il gentire è in contraddizione coll'individuo e con sè stesso; ma appare; dunque è. Il genere esiste là dove si vede negli individui: uegli animali havvi l'animale, ne' cavalli il cavallo; perchè l'animale non appare che negli animali, il cavallo che nei cavalli. Gli individui possono moltiplicarsi, diminuire; il genere resta indifferente al numero, alla diminuzione, alla moltiplicazione degli individui; sempre uno, indivisibile, incorruttibile. Ma quando non havvi più alcun individuo, il gtinere perisce; se non vi fossero più cavalli, il genere del cavallo sarebbe spento: noi ne avremmo l'idea, potremmo concepirla; pure sarebbe un'idea subiettiva, come quella che ci formiamo del Minotauro. La nozione di un genere che perisce ripugna ai meta.fisici, i quali dopo di avere ammesso il genere come appare, uno, indivisibile, incorruttibile, non possono concedere che perisca. Come mai, dicono, ciò che è 9Uperiore al numero, all:a diminuzione, alla moltiplicazione, potrebbe svanire ? :Eppure il genere perisce come ogni cosa che cessa di parere; finchè pare è uno, indivisibile, incorruttibile; quando scompare, ha cessato d'esi'Stere; le rivoluzioni cosmiche, rinnova~do
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==