208 GIUSEPPE FERRAR! impadronisce della seconda forma della logica. Ha una flgurn, uri'estension-e; si può contare il numero de' suoi rami, delle sue foglie; esso adunque ci offre numeri e figure; dunque si potrà paragonare matematicamente con .alt.ri alberi, oon altre cose egualmente suscettive di essere numerat,e, e misurate. Quindi tutte le equazioni· possibili tra le proprietà geometriche e numeriche di quest'albero, e le stesse proprietà degli altri oggetti. Finalmente -l'albero è una sintesi di più qualità, per <'Onsegucnr.aci presenta più termini;· è verde, pesante, flessibile, ccc., e questi son termini di proposizioni natural i che possono diventare -elementi del sillogismo. Per tal guisa un oggetto qualunque s'impadronisce della logica, e la logica, sogg.iogata dalla rivelazione sensibile, genera tutte 1e cognizioni sensibili. Da sè essa non conta, non agisce, non ha verun officio, e non è se non sovvertitrice; ma considerata come l'irradiazione delle cose sensibili, oome l'istrumento della natura, esprime la fatalità dell'esperienza, e impone alle cose di essere ciò che sono. Che saranno esse nell'avvenire? stando alla logica, una volta nate dovrebbero star•e eternamente, ma dato che le cose devono dominare e •reggere 1€ tre forme dell'identità, dell'equazione e del sillogismo ne ,consegue che interr~gheremo le cose stesse sulla loro sorte e non le forme logiche da esse dominate, e poichè le vediamo mutarsi, alterarsi, diremo che l'alterazione appare, dunque è, e comunque impossibile nella sua origine sarà un fenomeno e, conquistatore della logica, signoreggerà anch'·esso le tre forme dell'id~ntità, dell'equazione e del sillogismo. Così per ·ritornare all'esempio dell'albero, supposto che le sue foglie cadano, che i suoi rami s'inaridiscano, che le su-e radici si riseochino, che il suo tronco si screpoli, in una parola che deperisca, l'alterazione del suo deperire si distinguerà ,colle forme dell'identità da tutti gli altri fatti, sarà ciò che è, quale si mostra, non potrà confondersi nè col fiori.re, 'Ilè col conservarsi e ~iò ftnchè il deperire
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