ÙIUSEPPE FERRAR! gnora.110 tutte le insidie che l'attendono? Non havvi filosofo che non voglia fondarsi su alcuni fatti presi in un punto qualsiasi deHa rivelazione, e da lui dichiarati non doversi dimostrare. Ma quando la critica è ignorata, i fatti che il filosofo adotta trovansi, per così dire, sfidati a dare l'equaz'ione dell''llniverso, sono fatti primi, universali, e ne l'isulta che devono spiegare o contraffare ogni cosa e ogni pensiero. Così Aristotele non vuole dimostrare nè la materia, nè il moto, nè l'.essenza, nè il fine: e nondimeno, assumendo questi fatti come primitivi, e trasformandoli in prmcipj primi s'impegna a derivarne la costituzione delle cose; ma qual rapporto tra la materia, il moto, l'essenza, il fine e lo spuntare di ·una rosa e il sorgere del sole o il nascer.e del.l'uomo e gli innumerevoli fenomeni della natura? Come stabilire 1e desiderate equazioni senza decomporre e ricompor11eogni fenomeno perchè obbedisca alla matematica dei quattro principj ? La natura di Aristotile non è punto la vera natura, si estende in uno spazio che non è lo spazio, si svolge in un tempo che non è il tempo, e per contraccolpo i suoi quattro principj subiscono nella sua mente l'alterazione da lui imposta ai fenomeni e ,riescono anch'essi fenomeni mezzo veri, mezzo falsati. La sua materia, eguaJ,e .al non-essere, ,non è la materia de' fisici, la sua essenza che è l'individuo uno, indivisibile ed invisibile si riduce ad un'ipotesi, il suo scopo, Dio, è un'altra ipotesi e La1più complicata; finalmente il moto stesso, che. pur dovrebbe ·restare nel regno delle apparenze, nel suo ..sistema si scompone, e ,per corrispondere alla teoria dell'atto e della potenza diventa l'atto del. possibile in quanto è possibile, in guisa che il fenÒmeno più evidente e più indecomponibile, scompare falsato e decomposto da una equazione, presa nelle regioni tenebrose di principj che non sono principj. Ancor una volta Aristotile, che deve pur dirsi il filosofo della natura, sconvolge l'universo perohè lo sottopone alla logica di cui può dirsi l'inventore.
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