Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE ----------------------· -- certo; contesto la possibU.ilà di separare l'apparenza dalla realtà. L'errore non cade se non sull'ordinamento delle apparenze, non si sviluppa se non col lavoro del- .J'intelletto, che pretende oltrepassare il fenomeno. Non alteriamo le apparenze, prendiamole quali si presentano all'intuizione, saranno tutte infallibili; l'essere e il parere si troveranno identici. Chiedere se le apparenze sono la realtà, se sono ciò che appariscono, ·se possono ingannarci, torna lo stesso che il chiedere se gli oggetti sono oggetti, se lo spazio è lo spazio, se il tempo è il tempo. Con tale indagine noi trasportiamo ai fenomeni una distinzione che non è legittima, se non quando noi compariamo le nostre ipoitesi e le nostre congetture coi fenomeni stessi. Possiamo paragonare le nostre supposizioni cogli oggetti a-i quali si r,iferiscono; possiamo verifk,are l'idea che ci formiamo di una nave, guardando la nave: ma a che ,paragoneremo noi l'apparenza stessa? la nave che si guarda? Col pretendere di verificar l'appal'lenza si finisce a considerarla come il segno, come l'indizfo di una cosa sconosciuta: si pone così un problema artifiyiale; per iscioglierlo si interroga la logica, e la logica risponde cerca•ndo l'identità, l'equazione, il sillogismo tra il noto e un ignoto immaginario. Quindi le assurdità metafisiche, le apparenze che non appariscono, e da ultimo le contraddizioni eterne. Se non si deve distinguere l'apparenza dalla realtà, la ragione vuole che non si abbia a cercare d'onde vengono le apparenze. Si manifestano, dunque sono. Così l'indagare l'origine del mondo, o la nostra propria origine, ci conduce a cercare un fenomeno al di là dei fenomeni, e per conseguenza a supporre un fenomeno ignoto, immaginario, al di sotto di quanto appare. In questa supposizione noi siamo ·vittime della dia-· lettica, perehè non àbbiamo verun dato, verun punto d'appoggio, e se vogliamo dire d'onde venga il mondo bisognerà dedurlo da ciò che non è ,il mondo, da Dio o dal caos o dal nulla e ,in ogni modo generarlo assur-

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