FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE .I !)ì) È antica l'idea che la ~a.gione deve servire ad una rivelazione, che un'autorità divina deve signoreggiare il sillogismo; quest'idea si trova nel fondo di tutte le rnligioni; il genere umano ba sempre compreso che il mistero era alle origini, che le origini stesse ci sfuggono, e devono res!,are nel seno dell'eterno. Quindi si obbediva ai rivelatori, si accettavano i profeti; e un libro sacro, un'impossibilità logi,ca, un a:ssurdo sociale serviva di principio alla scienza e all'azione. Il tempo dei miti è ,passato; noi hon crediamo a nessun libro sacro, a nessun profeta o rivelatore; ma dobbiamo creclP.l'ealla rivelazione 'folla natura; non scelta a caprircio, essa ci invade e ci trascina nella sua corrente; costituisce l'esser nostro, ci dà la volontà, la ragione: come mai la volontà, e la ragione potrebbero resisterle? Che s'impadronisca adunque dell'istrumento della logica, che domini per sempre le tre forme della certezza; non ci sarà mai dato di riconquistare l'innocenza primitiva; il dubbio resterà invitto nella nostra mente; pure non potrà tcccare se non la regione trascendente, ove si formano i mondi; e sulla terra non potrà falsificare la forza delle cose, nè alterare quella della giustizia. Triplice è la rivelazione naturale, che si manifesta in pr,imo luogo negli oggetti, poi nella vita, e da ultimo nell'ispirazione morale: noi la seguiremo passo passo nelle sue tre manifestazioni.
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