Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

198 GIUSEPPE FERRARJ smo? Allora sì che l'universo è possibile; ma nel tempo stesso tutto è possibile: tale è l'assioma del,la natura francata dal giogo della logica. Ma questo assioma appartiene egli di fatto alla natura? No, la natura vi è straniera, non è u•na semplice possibilità: l'assioma che tutto è possibile non è anoora che l'assioma della logica che, a,bolita per una finzione della mente, dichiara possibile ,perfin l'impossibile, e ci r-ipiomba nel dubbio. Regina della natura, essa nega ogni cosa, ogni pensiero, non potendo soffrire le contraddizioni che fa sorgere; rivale della natura, ci confonde di nuovo, sfidandoci a proclamare la contraddiz•ione universale se l'osiamo. Non ,possiamo tollerare la logica, o comandi o gareggi colla natura: sottomettiamola alla natura, onde serva d'istrumento ai fenomeni; i dubbi, le contraddizioni svaniranno, l'assurdo si troverà confinato in una sfera esteriore a queHa della nostra azione. Questo partito non è arbitrario; ci è suggerito daH'indole stessa della logica che, non predestinata a comandare, non preoede i fenomeni, ma li seguita. L'identità non è che l'identità di una data cosa; l'equazione svela il rappor- - to tra due termini presupposti; il sillogismo è sempre in balìa delle sue premesse, che ,lo spingono verso la conclusione: '1a nostra ;rnente, la nostra vita, tutto comprorva che, subor-dinate all'impero dei iatti, le forme logiche coordinano i nostri pensieri e determinano le nostre cognizioni. Il disordine della contraddizione non si è mostrato che nel giorno in cui la filosofia ha loro chiesto l'origine dei fenomeni; da quel momento fu oommesso un er.rore di oui sarà eterna la i,ena, perchè l'affermazione e la negazione, attinte nel seno delle cose .accozzate ·insieme dalla di.a,lettica, resteranno sempre sospese sovr'ogni cosa, sovr'ogni pensiero. Per riac- ' quistare quello che ci resta, voglio di,re il fenomeno materialmente indistruttibile, e per mantenere la proprietà di quell'evid.enza che ci illumina, bisogna che.l'identità, l'equazione e •la deduzione siano da essa soggiogate.

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