Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

I !J 1 GIUSEPPE FERRAR! sentimento moderno, Hegel parte dall'imperfetto per arrivare al perfetto; gli antichi sacrificavano l'uomo alla natura, i moderni sacrificano la natura aH'uomo; il dogma del progresso si è sostituito al dogma della caduta~ il nostro dogma è più utile, più morale, più umano. Ma l'•inleresse dell'uomo è egli l'interesse della natura ? Ecco la questione. Arbitrario nel punto di partenza, J'hegelianismo deve esserlo nel suo sviluppo ])€r creare ad og,ni istante un terzo termine, che rappresenti la trasfigurazione della Lesinegata dalla sua antitesi; ma lungi dal prosegui,re il suo lavoro, lo ricomincia di continuo; ad ogni ternario si ferma e ne stabilisce artificialmente un altro di sua invenzione e che nessun suo discepolo avrebbe mai imaginato. Di sillogism~ aristotelici ne possiamo fare mine, di .hegeliani non uno senza il maestro. Tutti poi si assestano nella grande trinità, di un immenso sillogismo: nel cui primo termine vien posto l'essere metafisico co' suoi momenti; nel secondo, l'essere opposto a sè stesso, cioè la materia e tutte le sue leggi; finalmente, la negazione della negazione conduce all'uomo, in cui l'essere (o Dio) domando la natura finisce per acquistare la coscienza di sè stesso. I progressi di questa coscienza sono quèlli della storia., che s'incorona collo stesso hegelianismo, il quale dà all'uomo la coscienza d'esser Dio. H sublime e il bizzarro s'intramettono così nella conclusione: il sublime sta nella religione dell'umanità, che detronizza tutti i culti; il bizzarro nella deificazione dell'uomo fatto signore della creazione: forse v'ha akun che di vero, e oerto •un g,rand'atto di fede; ma questo vero è l'ignoto, la fedè si perde nel nulLa. Tutto il sistema forma adunque un unico si-llogismo, che si ,prova colla sintesi dei contrari, e in cui la conclusione è ignota: qual'è adunque il risultato dell'hegelianismo? la sintesi dei contrari, cioè la contraddizione un~versale, e la conclusione nell'igl}Oto, cioè l'assenza del vero. Niun filosofo, tra i moderni, ha eguagliato il genio di

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