mo GIUSEPPE FERRAR! dell'essere e del non-essere, piuttosto che quella del limite e della qualità, o deJla qualità e della sostanza, o dell'uno e del multiplo; tutte contraddizioni egualmente distinte e separate dal diventare. Io non so se l'essere e il non-essere si combinano realmente nel divenlare, se lo creano pe:- un miracolo, o se, al contrario, è il diventare che e.rea questo miracolo dell'essere e del non-essere nel mio intelletto. D'altra parte, io so che, negando il non-essere, resta solo l'essere, come negando l'essere rBsla solo il non essere. La contraddizione dialettica trovasi nell'essere, che rende impossibile i'1 nonessere, il diventare e tutti i fenomeni: la contraddizione trovasi nBl non-essere, che rende impossibile il diventare e tutta la natura: la contraddizione trovasi nel div·entare, che mente all'essere, al non-essere, come alla sostanza, alfa qualità, al limite, a tutto. Il sillogismo hegeliano non concatena mai le contraddizioni, non contiene mai la ragione che suggerisce la scelta de' suoi termini; la sua negazioni=,della negazione deve farlo retrocedere all'affe.rmazione primitiva. Quando Hegel dice che la sintesi è l'affermaz-ione prima modificata, dice, in sostanza, ,ch',essa è la stessa senz'essere la stessa, che le rassomiglia e che ne differisce; l'incertezz-a di questo ritorno equivoco, lungi dall'oltrepassare la contraddizione, la conferma, benchè apra l'adito a mille analogie artificiali ed arbitrarie. Se credete alla logica, la prima metà del sillogismo hegeliano è vera, l'eSSBresi concepisce col non-esse.re, che lo distrugge; e accettata la logica, essa vi condanna a rifiutare come spuria e fantastica la seconda metà de-1sillogismo, dove il primo termine -è lo stesso e non è lo stesso; e dove la contraddizione che annienta due contrari, creà. per un miracolo d'inconseguenza, una nuova affermazione. Se non cr&dete alla logica, potete Accettare la seconda metà del sillogismo hegeliano, ammettere che la sua conclusione è il primo termine identico e non identico; vi è permesso di dire che l'annientamento reciproco di due contrari crea un nuovo fenomeno: sciolto da ogni do-
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