Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

184 GIUSEPPE FERRAR! • Je contraddizioni sono errori del nostro int.el-lettoe suppone ,che non possano essere nelle cose. Perchè? non lo dice: la sua asserzione è gratuita, l'edifizio che si fonda su questa asserzione poggia sul fa,lso. - Dissolvendo -lenostre cognizioni nei loro elementi, l'analisi di Kant è esatta: ma quale ne è il processo? chi lo fa? non v-edesi: la separazione si termina negli elementi, il dubbio sovrasta a tutti i giudizi non analitici, a tutte le sintesi; ma non si spinge ,più oltre, non fa giuoca.re la logica, non oor.oa un passaggio matemati<;o da un elemento all'altro, da un giudizio all'altro. Dunque non oltrepassa la dissoluzione, non iscopre le vere contraddizioni dell'evidenza, non rivolge le condizioni di ogni cosa contro la ,cosa subordinata, non rivolta le condizioni dell'universo contro l'universo, non giunge all'assioma deLl'impossibilità di tutte le cose e di tutti i pensieri. Non progredendo apertamente coll'istrumento della logirea, Kant non coglie al vero le antinomie. L'io e il pensiero •nonsolo s'uniscono arbitrariamente, ma si escludono scambievolmente: il non-io non è solo affermato gratuitamente, ma è· affermato contrad<littoriam-ente, dovendo io ignorare ciò che è fuori di me. - Qua.li sono le antinomie di Kant? Riduconsi al· finito e a,ll'infi•nito, alla libertà e<l alla fatalità, a Dio e<l alla natura; antinomie che il filosofo tedesco annovera e classifica artificialmente sotto le diverse categorie della ragione. Nuovo errore. Le antinomie sono in noi e fuori di...noi; non si riducono nè a tre, nè a dieci, nè a venti; non possoQo essere nè classificate, nè coordinate; la stessa idea di ordina.re ,le antinomie si oppone alla critica, e la distrugge. Dio è il termine più importante dell'antinomia di Kant, e D.io non doveva mostrarsi nella critica; non è un fatto, non è un'evidenza, ma un'iperbole che conferma la critioa, un sotterfugiò,che com-· promette quelli che vi rioorrono. - Infine Kant pretende sciogliere le antinomie; ed evita le une imputandole a un difetto del nostro intendimento; scioglie le altre sceg11iendouna tesi malgrado l'antitesi, per la ragione

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