Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

, l◄'JLOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE L:n1 r:subalo a KanL di Cùmpiere il lll01mmt-0critico cartesiano; ed egli ebbe il doppio merit-0 di afferrare l'analisi nella sua forza, e di mostrnre l'evidenz,a nelle sue contraddizioni. Egli cominciò dall'afferrare l'analisi, separò matematicamente l'uno dall'altro tutti gli elementi del pensiero, t,ra cui non havvi identità; e le nozioni da lui separate non furono più ricongiunte, qualunque sia la forza ooc.ulta che le combina e non rimasero più se non fatti uniti a caso, senza che se ne sappia la ragione. Dopo di lui, la sostanza non ha più ra,pporto alcuno colla qualità, nè la causa cogli effetti; il tempo, lo spazio, le condizioni dell'universo, non tengono più all'universo stesso ed è ben inteso che la scienza finisce dove comincia la sh1tesi; dove comincia la cognizione, la scienza è distrutta; non è più concesso l'affermare che il mondo esiste o che noi esistiamo; questi più non sono se non giudizi fatali, empirici, i quali rimarranno in eterno senza base. Il ·secondo merito di Kant fu la scoperta delle antinomie ridotte all'opposizione del finito o deìl'infinito, della libertà e della fatalità, della natura e di Dio; e aprivasi così la serie dei dilemmi. Nè Descartes, nè David Hume, nè -alcuno tra i filosofi moderni aveva mai sospettato che la contraddizione potesse trova-rsi ordinata a priori nell'universo. Nessun uomo prima di Kant aveva concetto il pensiero di por fine ad un errore infinito, rivelando i dilemmi originari dello spirito umano. Riconosciuti i due meriti di Kant, non dimentichiamo che il principio deHa critioa è la dominazione della logioa, che distrugge sè stessa; e ci sarà facile di scorger,e i difetti della critica kantiana. Essa prende il punto di partenza nell'io pensante di Descartes: quindi è critica psicologica: è una critica imperfetta, falsa e iniziata a caso, perchè il punto di partenza dev'esser dovunque, fuori di noi come in noi. Kant attribuisce le contraddizioni alla mancanza di armonia tra le nostre facoltà e le cose esteriori: per lui

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