Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 17!) rori introdotti nella scienz-a a nome dell'aut-0rità conduce direttamente allo soeWcismo? Nell'equivoco Descartes sperava l'equazione dell'universo; sospirava l'evidenza di una premessa e di una deduzione, l'intuito della verità prima, e delle sue conseguenze. Tale convinzione vien supposta dal suo dubbio che cade sui pensieri e non sul pensiero, sulle sue cognizioni e non sulla matematica, nè sulla logica, nè sulla ragione, in guisa che si limita ad avverare la possibilità dell'errore, la nostra fallibilità. Perciò egli non spinge l'analisi fino a separare ,la qualità dalla sostanza, la causa dall'effetto; non interverte le tesi, non dimostra la contraddizione che strazia l'alter.azione, il rapporto, la materia e lo stesso pensiero, fatta astrazione della nostra fallibilità e pensa solo all'errore ed a vincerlo colla forza deH'equazioni dedotte dal suo pensiero. Su questa via tutta dogmatica egli crede a Dio perchè nella nostra mente <lal concetto di Dio si transisco all'esistenza di Dio; crede al mondo perchè la sincerità di Dio è eguale alla verità della creazione: in sua ,sent-enza il mondo si conserva per una continua creazione, perchè tra il conservato e il creato havvi distinzione di tempo ed eguaglianza di effetto. Dichiarando eguali lo spazio e la materia, egli si apre l'adito per transire dalla metafisica alla fisica; e svolgendo poi una lunga serie di equazioni meooaniche, rende ragione della formazione dei mondi e dell'organizzazione degli esseri viventi. Lo stesso principio cogito ergo surn, non rassomiglia forse a un'equazione tra il pensare e l'esistere? P.er Descartes l'essenza dell'anima non consiste forse nel pensiero? Se non che nel mentre che accetta l'evidenza dei fatti, accetta in pari tempo l'evidenza dell'identità, del l'equazione e della deduzione; e ne segue che, progredendo, sottomette all'identità, all'equazione, alla deduzione gli stessi fatti pTima dichiarati evidenti ed ogni sua asserzione viene cosi minata da un dubbio. Dopo di av~r ammessa preliminarmente la chiara e distinta

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