Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

178 GIUSEPPE FERRAJU dal sillogismo. Des,cartes che vuol raggiungere coll'analisi la certezza matematica propende V'ersola seconda direzione, e se la certezza che si p-ropone abbraccia egualmente due ,procedimenti opposti, quello d'ogni scienziato che deduce conseguenze incontestabili da m1 principio prestabi,lito•, e il procedimento della critica che distrugge l'evidenza nell'atto stesso in cui pretende dimostrarla, le sue abitudini matematiche, le sue pretese dogmatiche, gli errori stessi de' suoi avversari che egli immola spietatamente con ragionamenti logici l'impegnano sempre più nella via del criticismo. Lo regole del suo metodo sono le seguenti: "1. 0 Non " ricevere mai a-1,cunacosa per vera, a meno che non "sia per tale riconosciuta, sì che il dubbio diventi im- " possibile. 2.0 Dividere ie difficoltà in tante parti nu- " merose quanto si può ed è richiesto per meglio scio- " glierle. 3.0 Procedere con ordine cominciando dagli og- " getti •più semplici e più faci;li a conoscersi. 4.° Fare "dovunque enumer,azioni sì complete e riviste sì ge- " nerali, che ne restiamo assicurati di nuUa aver om- " messo. n Queste regole sono equivoche. Le tre ultime riescono scolastiche, inoerte e di mera prudenza nell'applioazione. Go.mesapere se tutte Ie difficoltà sono divise? se l'ordine è vero, naturale? se l'enumerazione è compiuta? se nulla fu ommesso o trascurato? Qual uomo non si ,propone di ben riconoscere le difficoltà? chi ricusa di di procedere- con ordine? chi vuol fare enume- , razioni incompiute? Nessuno: le tre ultime regole abbracciano dunque la precisione della matematica e quella di una scienza senza rigore e permettono egualmente il dubbio e il dogma. La prima regola più rigorosa reclama l'evidenza: quale evidenza? Quella, dei fatti o quella dell'icte,ntità, del,la equazione, della deduzione? Descartes scambia la ·pr1ma colla seconda, varia colle occasioni, or logico, or trascinato dalla materia della logi,ca. Ma chi non vede che questa regola dominata dalla prima ,regola, la quale è anch'essa subordinata all'intento di distrugg,ero matematicamente tutti gli erI

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