Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

172 Gn.:SEPPE FERRAR! ------------------- --·-- senza che vi sia ragione per prenderlo più vicino o più lont,ano, più alt.o o più basso. InoltTe, ogni scienza ha le sue contraddizioni: le antinomie deHa fisica debbono esse signoreggiare quelle della chimica? oppure le antinomie della chimica devono forse primeggiar,e su quelle della fisica? 'I'uUe le contraiddizioni aspirano alla supremazia, tutte .sono reciproche, tutte sca,mbievoli; io sono partito dall'alterazione per giungere al rapporto, e di ùà alla causa e all'effetto: la causa e l'effetto alla volta loro dominano il I'.apporto, e col Tapporto l'-alterazione. Classificare le antinomie è un disconoscerle, è ignorare che la classificazione si fonda suHa nostra maniera di vedere, sulla base di un sistema preconcetto. D'altronde, da una classe alù'altra ie transizioni sono innumerevoli, impercettibili; e quivi l'antinomia ingrandisce; poi le classi sono reciproche, e l.a recip,rocità ristabilisce il dilemma riconduoendoci al punto di partenza. Separate la scienza dell'interesse da quella del dovere; questa scomparirà; tolto l'interesse, son tolti I'utiJ,e, -il danno, la possibilità stessa di violare la giustizira; il concetto stesso del dovere scompare. Istessame:nte tutti i contra-ri nascono e muoiono insieme; ma qual nozione si sottrae &l loro dominio? Lo scetticismo che si fonda sopra un dato numero di sofismi, o di •luoghi comuni, o sopra certe considerazioni psicologiche, o sui contrari della ontologia,· non è v,ero scetticismo; conserva le tra,ccie dei dogmi di una metafisica presuppos,ta, ne ritiene l'ordme, si ri,corda troppo dell'origine delle sue proprie negazioni. La critica può e deve inteTvertirne le regoJe, il metodo, la direzione, l'ol'dine, i precetti per •ridurlo ailla formoloa unica: la 'logica applicata alla materia della logie-a distrugge tutto, distruggendo sè stessa.

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