Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 16!) dosi non pobrebbe creare tutti i principii? Alterandosi, l'idea di Platone genera il mondo, l'enbelechia d'Aristotele cambia ,il non-essere in un essere positivo, reale e individuale; la monade di Leibnitz può diventare una pietra, un albero, un uomo, ogni cosa. Grazie all'alterazione, l'universo di Condillac è una sensazione trasformata; l'universo dei deisti è un'opera che s'oppone a sè stesso. Dunque il momento dog;matico di ogni sistema si fond,a sull'aUerazione, e in generale sulla materia deUa logica governata dalil'assioma: tutto è possibile. Il momento .critico dei si,stemi è quello in cui la deduzione dev',essere forzata; alcuni fatti sono ribelli al principio, la logica non li vede omogenei; e cercando l'identità, l'equazione e i•l sillogismo, li trova in contra<ldizione col principio stesso. Che fare? Si negano. La scuola di E-lea, per difendere l'ente unico, dichiara illusorii tutti gli enti, falso ciò che nasce, falso ciò che muore. Platone ed Aristotele si difendono anch'essi, abbandonando il mondo sensibile alla contraddizione. Seguasi Descartes: si vedrà l'a,pplicazione della logica al non-io, che scompare; seguasi Leibnitz: si vedrà che la Iog-ica8/nnichila i rapporti, la materia, il moto. I filosofi i più dogmatici, sapendolo o ignorandolo, hanno tutti collaborato alla demolizione universale. Non era .loro concesso di dar forma logica a,,lloro principio generatore, senza che tosto o tardi non fossero ad<lotti a negare tutti gli altri principii. Zenofane, Platone, Aristotele, Descartes, Leibnitz dimostrano che tutto è impossibile, tranne i loro dogmi: Ecco l'assioma della logioa: e deve universalizzarsi ,per,chè i principi i che si vogliono sottratti alle contraddizioni della natu:r-a, contraddiconsi. alla loro volta. È lecito a Leibnitz d'illudersi accordando ,alla monade la facoltà di generare ogni .cosa ,a,lteorandosè medesima; ma deve subire l.a cl'itica d~l ,principio della materia posto da altri; quindi la monade e la materia distruggonsi a vicenda; così gli altri ,p.rinci,pii; ed ogni fUosofo divien critico per

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