Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

168 GIUSEPPE FERRAR! ----------------- -------- Aristotele ha dal-0 due leorie distint.e, l'uua logica, l'al tra natu11ale;l'una rappresenta 1a forma, l'altra la materia della logica; e le due teorie si escludono e si contraddicono su tutti i punti, perchè condannate a riprodurre la •lotta che sussisle tra la forma e la materia della logi,ca. CAPITOLO IV. LA CRITICA CONFERMATA DAL DOGMATISMO. Non potrei aeceLtare il rimprovero di avere esagerato la critica con sofismi; ho combattuto con armi leali. Il mio processo è stato semplice; ho cercato l'identità, l'equazione e la deduzione nelle cose e nei pensieri, poi nella logica stessa. ron poteva raggiungere la certezza se non a questo patto, e la logioa ha tutto distrutto; come il fuoco, essa ha divorato sè stessa. Per confermare Ja mia critica ho solo .ad invocare la storia della filosofia e della religione. Si esamini ogni sistema m~tafisico; vi si troveranno due momenti; l'uno dogmatico, l'altro critico. Nel momento dogmatiico si stabilisce un pr:incipio; lo si mostra in ,tutti i fenomeni; si prova ch'essi ne di•pendono, che ne derivano, che ne sono generati; il perchè ne restano spiegati. La spiegazione non si otti~ne se non sotto la condizione d'ammettere che il principio è generatore, che si altera, poco importa in qual modo, e che prende la forma di tutti i,fenomeni. Ma concedete voi che una cosa possa cessare di essere ciò che è per div,entare una nuova cosa? Non havvi più freno che vi' ritenga: l'alterazione regna sola, trascina seco l'identità, l'equazione, il siUogismo: va dove vuole, e forza H sillogismo a dare una falsa apparenza logica a tutte le sue metamorfosi. Qual principio a.lteran-

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