Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

162 GIUSEPPE FERMRI l'errore; eccoci di nuovo all'assioma tutto è falso, tutto impossibile. Tormentato daJ mistero dell'errore, Descartes ha imaginalo una seconda teoria psicologica, nella quale attribuiva l'errore aìla nostra volontà. Ma la volontà non pensa, non giudica; l'errore è -nel pensiero e nel giudizio: la volontà genera la menzogna; ,l'illusione è sempre involontaria. Lo stesso Descartes non credeva ottima la sua teoria rpsieologica dell'errore; e altrove cercava nella me,mo1,ia ciò che Malebranehe avrebbe chiamato la prima occasione dell'erro1,e. Qui ancora un altro ,scoglio lo attendeva: se abbiamo in noi il eriterio della chial'a e distinta percezione, eome mai gli avversari del signor Descartes possono resistere alle sue di- _mostrazioni? Per -rispondere il filosofo francese fu eostretto di cr-ear,euna parola, che ebbe •poigr.an fortuna, la parola di pregiudizio, colla quale pretendeva di vilipendere a priori ogni obbiezione come frutto di nozioni ci.eoamente ,preconcette o difese dalla sola forza dell'abitudine; e secondo lui le cause dei pregiudizi erano: 1° l'infanzia, 2° l'abitudine, 3°1astanchezza, 4° le parole. Ma come mai l'infanzia, l'abitudine, la stanchezza, le parole potrebbero turbare la memor,ia? come ogni errore potrebbe essere un errore di memoria? E dato che ciò fosse, la sincerità divina non sarebbe forse. in piena catastrofe.? A ehe tanta esattezza, tanto metodo, tanto rigore. se il cri terio del vero involato per così dire eome il fuoco di Prometeo a Giove si spegne poi nelle consideraziqni deHa più subalterna psicologia? Non si evita il dilemma tr.a 1 la logica e la sua materia, perchè non v'ha eriterio che ,possa togliersi all'alternativa di appartenere ,all'una o aH'altra. Se vi fosse un principio superiore ai due termini, anch'esso mancherebbe, non potrebbe signoreggiare il dilemma. Principio unico, ete:rnamente identico con sè stesso dovrebbe discendere coHa •equazione e colla deduzione di cosa in cosa per generare tutta la varietà e tutta ìa. realtà degli esseri. Dovrebbe partire dall'uno e giungere al

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