GIUSEPPE FERRAR! Per colmo di eontraddizione i due temnhii vanno insieme intimamente collegati; senza la materia della logi,ca, senza la natura, senza il pensiero, la logica resta sconosciuta; non si ha idea nè delJ'identità, nè dell'equazione, nè del sillogismo; e viceversa senza la logica non si perviene a conoscere nè la natura, nè il pensiero; si confonde l'identico col diver,so, l'eguale col disegual,e, il tutto colla parte. La logica è la condizione della natura e del pensiero; e sta alla sua propri.a materia, cioè aH'universo insensato e ,pensato, come lo spazio al corpo, come il tempo al moto, come il genere all'individuo, come la causa all'effetto. Ma sotto la pressione della critica, ogni rapporto si capovolge; l'effebto può diventare l'antecedente della causa; l'individuo ,primeggiare sul genere, il corpo dominare lo spazio, il moto essere la condizione del tempo. Istessamente la logica e la sua .materia possono intervertirsi scambievolmente, e considerarsi condizione l'una dell'altra; la materia della logica può dirsi condizione della logica e si perfeziona così l'immenso dilemma in guisa che la logica e la sua materi.a non possono nè dividersi nè concordare; l'una esclude l'altra, l'una è la condizione dell'altra; e quand~ si vuol .sce.gliere, entrambe aspirano egualmente a.l primato. CAPITOLO II. l CRITERI DELLA VERITÀ. L'idea di cer.care i.l criterio del vero si riduce ad un tentativo per sopprimere la contra<ldizione tra la logica e ,la sua materia e per trovare una regola infallibile pei: sfuggire a t.utti i dilemmi evitando tutte le contraddizioni. Non si raggiunge questo scopo, se non facendo concordare il processò della logica con quello ...
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