148 GIUSEPPE FERRAR! contenderebbero senza nemmeno intendersi. Per l'Ùomo sensuale l'ambizione è un affetto che si svolge in mezzo ai tumulti; è un morbo deHa vanità; essa ci sottopone a fatiche esose,. a intollerabili ,privazioni; è una forza che ci strugge. D'altra parte, il politico disprezza la felicità dell',inerte, lo lascia a' suoi piaceri insipidi, alle sue soddisfazioni neghittose e lo domina come sua cosa. La voluUà e l'ambizione si acl!usano scambievolmente di follìa; il bene dell'una è il male dell'altra; e vioeversa. La stessa opposiz,ione si rinviene lra tutti i beni, si moHiphca nella varietà degli istinti, delle passioni, delle ispirazioni, e ci toglie ogni motivo di soelta. Non potendo scegliere, non possiamo scambiare un bene coll'allro, nè cangiare, nè vendere, nè determinare alcun valore. E che? si dirà, ogni cosa ha un valore; vi ha il commercio, v,i ha il denaro che rappresenta tu Ue le cose, e lo scambio sarà impossibile? Non nego l'esistenza del valore, concedo che vi ha neH'oro un valore universale, stabilito anticipatamente dalla natura nell'istinto misterioso che spinge l'uomo a cercare le mater,ie preziose: anzi supporrò che ogni sentimento 1possacomprarsi e vendersi, che nulla possa resistere alla forz,a dell'oro e che nessuno resisterebbe se la natur.a non avesse nascosto le rk,chezze necessarie per vincere lutte le affezioni, e per contraccambiare i valori di tutti gli istinti. Vedesi che accordo l'impossibile; eppure la impossibilità •logica, di scegliere tra i beni, sussiste a malgrado dello scambio, a malgrado del denaro, a malg.rado delle equazioni stabil itc di continuo tra i diversi valori: non si- negano le preferenze, non si nega il fatto dello scambio; si nega la spiegaz.ione :J.ogicadel fatto, il sHlog,ismo della deliberazione, la stima matematica dei valori, da possibilità di stabilire il più o il meno quando i beni sono diversi. La conlraddiz,ione che sepa,ra un bene dall'altro •si rinnova nel concetto stesso del cambio dei valori. Per-
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