Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

146 GIUSEPPE FERRAUI CAPITOLO X. LA FELICITÀ È IMPOSSIBILE. Dimentichiamo la giustizia come assurda, fermiamo la nostra attenzione sull'interesse; corl'iamo all'unico scopo della felicità; .la logica ci raggiungerà anoora; in traccia della feUcità, ci troveremo avviluppati da nuove contraddizioni, perchè l'a.te di vivere non è possibile, e ,se esiste rende impossibile ,la f.elicità. Il primo passo dell'arte di vivere si è di scegliere tra il bene e il male, che OTmai considereremo com-e sinonimi di utile e di danno. Perchè scegliamo solo il bene? Perchè evitiamo il male? Il motivo della decisione ci manca, la natura 'ci trascina; si abbraccia il bene, si evita il male; la logica non ha motivo di prefere,nza. L'impossibilità di scegliere tra il bene e il male riappare sotto nuove forme, ove voglia.si definire il bene. Di fatto, non si può definirlo, nè concepirlo se non col mezzo del male : sopprimendo i nostri dolori, sopprimiamo i nostri •piaceri; senza la fame il cibo è odioso; chi non conosce la miseria ,non desidera la ricchezza; la sventura è la migliore maestra della fe-· licità. Ne risulta, che per godere è d'uopo soffrire; per moltiP'licare i 1 pi,a.ceri, f.a d'uopo moltiplicare i bisogni, i dolor.i. Chi è satollo non man.gia; Salomone non trova ,più diletti; ,l'uomo felice si r.itempra più col dolore che ool piacere: cer-ca i pericoli 'del giuoco, dell'airnore; ,l'epulone investito daHo spleen divien suicida. Quindi un dilemma: volete essere feli.ci molt.iplioando i beni che vi circondano? sarà necessario moltiplicare i vostri dolori e la possibilità d'essere infelici. Il ricco può essere off.eso neHa sua terra, nel suo denaro, in o.gni suo aver.e; l'uomo felice per la

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