FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE ]39 un'ultima volta il rivolgimenL-0per gittarci in quell'abisso senza fondo, su cui Platone s'imponeva un silenzio supersti7-ioso. Il travolgimento è sì facile, che Fourier lo attua predicando la morale del piacere, col linguaggio stesso di Platone combatte la virlù; quando seguiamo la giustizia .ci accusa di cercare il bene nel male, ci consiglia le delizie della gastronomia e quelle della doppia poligamia, certo che la terra emanci,pata dal dovere si scioglierà dalle influenze che la incatenano nella civiltà. Quindi Ja teoria dell'utile prende quattro forme, seguendo i quattro beni contenuti nella g'iustizia: pr1ma sensuale, poi sentimentale, in seguito minacciosa, infine Tisibile, lascia vivere l'eterno dilemma dell'interesse e del dovere, che riappare di continuo senza che termine alcuno possa rlomarlo. CAPI'I'OLO VIII. LA SANZIONE DELLA GIUSTrZIA ESCLUDE LA GIUSTIZIA. L'irriducibile distinzione del giusto e dell'utile si prt>- senta un'ultima volta se paragoni.amo la legge morale colla sua sanzione. Secondo i nostri sentimenti, ogni virtù merita il suo premio; secondo la logica, la virtù è un .sacrifizio, la ricompensa è un benefizio; e i due termini, sempre opposti, e-scludonsi a vicenda. Assicuriamo noi un premio alla virtù? essa è venale, non è più virtù. Perchè accusiamo l'ipocrita'./ perchè il suo saicrifizio è calcolato,. simulato per conseguire un benefizio e ,la sua vi,rtù è menzogna. Premiate, punite: distruggete la nozione ,stessa del merito; si opererà coll'aspettazione del premio e deHa pena; si seguirà l'unico principio dell'inte-resse: la sanzione annullerà la giustizia, neJla stessa guisa che l'invulnerabi,lità ridurrebbe a vana ostentazione il coraggio del soldato.
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