Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 137 deHa soddisfazione morale e dell'interesse pubblico, si riabilita col qua.rto bene, dell'ord 1.ne universale. M.a abbiamo veduto che invocare l'ordine universale torn& lo stesso che invocare l'ignoto, o far -luogo agli interessi iperbolici proposti dalle religioni; e quanto più l'inter,esse si fa grande, tanto più iJ dovere protesta contro l'interesse. Ho già m~mzionato l'egoismo del devoto, e la fatua immoralità del monaco; ora citerò Platone. Egli ecoolle nell'opporre il giusto .all'utile; nessuno l'oltrepassa nello svolgere l'antitesi della morale e della politièa; e a dispetto deHa sua propria analisi, vuole che il più gran bene sia la giustizia, e che il martire sia l'uomo più felice. Secondo lui dobbiamo sdegnare i pia,ceri perchè falsi, variabili e fugaci: ma chi vorrebbe acoetta,re una vita digiuna di ogni piacere? chi vorrebbe a.c,cettare l'esistenza, quando le fosse negata ogni voluttà? Platone vuole che ai •piacer·i si preferiscano i beni scevri d'ogni dolore, quelli che trovansi nella nost,ra mente: ma il pensiero non può forse tor:mentarci e moltiplicare i nostri dolori? la tra,dizione non ci parla forse di Aristotele che si getta in un lago, disperato di non comprenderne iJ mistero? Platone ci fa invidiare la tranquiHità del giusto: ma quei savi, que' profeti sì dolenti dei dolori del genere umano, non provano forse che la giustizia è più sventurata dell'egoismo? Platone dice ch'egli è bello l'esser giusto, più bello l'essere perseguitato che il ,perseguitare, l'essere giustiziato che lo sfuggire a:lla giustizia: ma l'idea della bellezza non potrebbe for-se essere capovolta? Non v'hanno di belle ingiustizie? e spesso l'arte, la pittura, la poesia, non isviluppano forse in senso inverso la bellezza, dando aJ male .le forme di un terrore che affascina? Platone ci parla della potenza di una repubblica governata dalla giustizia, fondata sul-l'ascetismo che abolisce la proprietà e la .famiglia: ma non potre;nmo forse sviluppare la potenza coll'ingiustizia, colle conquiste, coll'industria, con tutti gli e-lemenU degli Stati moderni che Platone esili.ava dalla sua Repubblica? Egli ci parla

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