134 GIUSEPPE FERRAR! spinge gili eccessi per regolare i godimenti. Antistene non vuol prevedere l'avvenire per essere iutto al.Ja felicità del presente. 11:gesiafugge la vHa per fuggire il dolore. I moderni non diedero nuovi precetti al piacere, ma ne spiegarono meglio i diversi fenomeni. Larochefaucault, Mandeville, Helvetius scandagliarono quel fondo di egoismo che si scopre in ogni nostra azione; fecero dell'amor proprio il principio unico del nostro vivere; negarono la tendenza al sacrificio, ·e presentarono tutti i sentimenti generosi siccome altrettante fasi del nostro interesse. Un motto di Mandeville basta a distruggere la teoria del piacere. Secondo lui tutti gli t10mini sarebbero vili se lo osassero; perchè dunque non osano far mostra deHa loro viltà? perchè si lasciano -condllrre alla bat~aglia? perchè si recano sul campo per avventurare la vita in un duello? Nella teoria del piacere, non si deve forse preferire i-1 vivere da vile al morire da prode? Io accetto tutte le analisi date dai moralisti del piacere. Egli è vero che l'entusiasmo può svilupparsi al seguito della cupidità. Io vedo nei difensori della patria i difensori del loro interesse; vedo nell'ascetismo del monaco un epicureismo ingannato; vedo in Mosè un'ambizione smisurata, e presso gli uomini più virLuosi un calcolo raiffinato. Pure il ca,1colo, l'ambizione, gli interessi si sviluppano contempo-. ranei di una forza che ci spi,nge a sacrificare tutto, piuttosto che cedere. Il piacere governa solo la metà della nostra vita, e nessuno &\llla terra vorrebbe sottomettergh l'aUra metà. Esso ci vieterebbe ogni sentimento disinteressato; c'imporrebbe di fuggire ogni pericolo, ogni lotta, ogni giuoco; esig,erebbe la più. profonda indifferenza alJa stima de' nostri simili; l'apatia più profonda all'onore, alla gloria, agli uomini che ne circondano; e· non havvi anacoreta che possa sottomettersi a martirii maggiori di quelli dell'uomo che volesse sancita dal piacere ogni sua azione. Nell'ultima sua conseguenza, la teoria del piacere considera Ja virtù come un delitto, come un attentato contro il nostro desbino; il per-
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