132 GIUSEPPE FERRARI -------------------------- l.ont-0,per esser logico, sarei costrett-0 a scegliere d'esser libero o schiavo, perseout-Ore o vittima. Ma, violando la giusti2:1ia,io domando ,per me la libertà, per altri la servitù; e messo da parte il dovere, rimango logioamenLe fedele al principio de1la mia propria indipendenza. Nulla v'ha di più naturale: la Chiesa si dichiara oppressa quando non ha la libertà di comandare; l'imperatore si dice insultato se non ha la libertà di opprimere; tutti gli esseri viventi dimandano per sè stessi ciò che rifiutano per gli altri; le fiere vivono di stragi, e nell'opinione generale l'uomo il più libero è quello che, superiore ad ogni ,persona, si pone al di sopra di ogni legge. Per dare a Dio una libertà infinita, non lo si è forse ,assolt-0da og.ni obbligo, emancipat-0 da ogni legge? Non vi è dunque contraddizione alcuna se rifiutiamo ag,li altri ciò che dimandiamo per noi. ·Al contrario, la contraddizione si ·palesa quando la Jibertà si vuole limitata dalla '1ibertà; allora si afferma una nozione per .negarla; allora una stessa causa, la libertà, ci fa liberi e servi; uno ste.5so principio ci fa attivi e • inattivi, inviolabi-li e violabili. L'ingiustizia non è contraddittoria; .il delinquente fruisce logicamente della sua libertà; è Ja giustizia che si contraddice, è il savio che manca a sè stesso, che crede alla -libertà e la limita, che libero si sottomette al dovere, che da re diventa suddito; no, se il potere naturalmente regio della libertà viene riconosciuto, il dovere non ha più la sua ragione d'essere, la giustizia svanisce. Kant sentiva che da sè la libertà non poteva limitar- " si, e pensò di limitarla col rispetto che, incute: da esso vedeva costituita in noi la dignità del nostro volere, fuori di noi, l'inviolabilità dei nostri simili; in noi il diritto di esser fine a noi stessi, fuori di noi la necessità di lasciare che ognuno sia fine a sè stesso, non mezzo, non istromento, non vittima della nostra volontà. Ma l'espediente di Kant torna inutile. Il rispetto che impo11ela libertà si riduce aid un sentimento; e se obbliga, se costituisce il pr.inci-pio del dovere, al certo non è la
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