Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 131 CAPITOLO VI. LA PERSONALITÀ È ì\lORALE ED IMMORALE. Non potendosi eviLare il dilemma morale nè colla verità, nè colla stima dei valori, nè col bene assoluto, nè coll'ordine,· la filosofia sottopose la ragfone a un nuovo tormento, perchè determinasse la morale coll'idea dalla personaJità o della libertà. P.er Kant questa teoria toccò il sommo della perfezione e dell'errore. La libertà nega ogni vincolo, ogni obbligazione, ogni suggezione; in una oarola è compiutamente libera; vasta quanto la volontà, non protegge che la nostra persona; indefinita nella sua carriera, ·lungi da..i.lospiegare il dovere, svHuppa ,l'interesse. In qual modo potrebbe essa str.apparci all'interesse? P.er la necessità, risponde Kant, di rispettare la ilibertà ,degli altri. Ma perchè devo io r,ispettare la persona, la libertà de' miei simili? La mia -libertà è il mio •interesse, quella degli altri lo limita; rispettando ìa mia libertà sono felice, rispettando quella de' miei simili sono saierificato; farò adunque oiò che mi pia,ce e tanto peggio per chi ne soffre, io non conosco che me e il contrasto della mia libertà con quella de' miei simili riproduce, senza scioglierlo, il dilemma del bene e del male. Kant pretende di costringermi al dovere per la necessità di esser coerente; mi domanda se vogho vi:lipendere la libertà che reclamo, se voglio rifiutar:e agli altri ciò che domando per me. Sì, certo; se la mia libertà è un principio, io voglio essere .assolutamente libero, e non posso essere accusato di contraddizione rifiutando di rispettare negh altri ,la libertà che esigo ,rispettata in me. La contraddizione si verificherebbe se cadesse su di un identico oggetto, se nemico di me stesso fossi deliberato a reclamare e a respingere la mia propria libertà, allora sol-

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