. , FILOSOFIA DELLA RTVOLUZIONE 125 - Non lo accusiamo, tutto al più, che di leggerezza. - Condannate voi chi sfugge ai sicari, ingannandoli? - Lo scusi.a,mo perchè si difende. - Condannate voi l'uomo che inganna sicari per salvare una vittima? - Egli è innocente, deve essere scusato. -- E se per salvare la vittima mentisse coraggiosamente, esponendosi alla collera dei sicari, vi limitereste a .scusarlo? -- Dovrebbesi lodare. Qui la menzogna diventa alternativamente il vizio e la virtù, non essendo per sè stessa nè l'uno, nè l'altra. Identificando l'ingiustizia colla menwgna, conviene trasformare in delitti le menzogne della poesia, conviene perdonare al cinismo che non mente, bisogna assolvere le scelleratezze in cui la giustizia è schiettamente violata. Per sostenere l'equazione dell'ingiustizia ooUa menzogna, .fu detto che il ladro nega la verità della mia •proprietà, che l'assassino mente a:l diritto della mia vita; si è falsata l'ingiustizia con sottigliezze stolte, in cui si scambi,a l,a nozione della verità con quella della sincerità. No: chi men~e conosce il vero; chi inganna .io conosoe; chi commette un misfatto. si fonda sulla verità delle cose quanto l'uomo che pratica la virtù; il conquistatore che viola i diriUi di. un popolo deve essere istruito quanto un liberatore. La verità è in tutto ciò che è; trovasi egualmente nel bene e ne:l male, nella virtù e nel vizio, nel dovere e nell'interesse; non evita, ma riproduce la contraddiziope della giustizia e dell'ingiustizia. La teorica della verità prende una forma più dotta quando ci impone di riconoscere il vero valore delle cose. Si d•ir,eessere la ragione cho stima i valori, che apprezza l'importanza di ogni oggetto; tolta la ragione non possiamo determinare, nè paragonare i valori; un bene non accettato, o da noi giudicato sciagura, n'on
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