GIUSEPPE FERRAR! viso in due correnti distinte, che qualche volta e per periodi non brevi si sono combattute in modo assai aspro: la corrente unitaria, di cui fu eloquente apostolo Mazzini, e la corrente federalista. La seconda, cui apparteneva il Ferrari, fu quasi sempre in minoranza, specialmente dopo il 1848, poichè le rivoluzioni di quell'anno - del cui esito inf el'ice si palleggiarono le responsabilità non solo monarchici albertist-i e repubblirani, ma, fra questi ultimi, unitari e federalisti - parvero ai 'JJÌÙ, che di tutte le cose giudicano a seconda dPl successo, ima condanna del metodo federalista. Troppo lungo sarebbe esporre obiettfo(tm.ente, ma in modo da non lasciar tracc'ia d'equivoci e senza lacune; la differenza tra le due scuole. Gli w1i e gli altri volevano l'Italia libera dallo straniero, sbarazzata dai selle t-irannelli che l'angariavano col loro feroce assolutismo, retta ·repubblicanamente, in modo dernocratico; gli uni e gli altri ostili alla teocrazia romana ed all'autocra:::.ia austriaca. Differivano invece sulla forrna di costituzione dell'Italia repubblicana futura, sui metÒdi da adoperare, sul contegno da tenere di fronte alle altre nazioni, sullo spirito religioso e su altre questioni d'i importanza secondaria o di indole contingente che oggi sarebbe inutile ricercare. I repubblicani 'Unitari posponevano ogni altro scopo alla causa della indipendenza politica dell'Italia e della sua unità sotto un solo governo. Con una fonnula infelice, ma che serve a farli ca]Jire, oggi adoperata da Colaianni contro i suoi compagni di partito, essi erano « prima italiani e poi repubblicani». Il primo scopo, secondo essi, doveva essere la guerra all'Austria, la cui dominazione dal suo ,Jombardo-l'eneto copriva d'ombra tutta l'Italia. La rivoluzione veniva in seconda linea, come mezzo per arrivare alla giterra, più che come strumento di liberazione essa stessa. Repubblicani, diffidavano dei Principi, e gran parte eran repubblicani '[Jiù che per amor di repubblica perchè vedevano nelle monarchie il peggiore ostacolo all'unità italiana; ma e-
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