Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

118 GIUSEPPE Ji"'ERl{Al:l Qual è il rnoli\·o <l'ogui nostra azione? La. felicità ò lo scopo della vita; ogui azione è suggerita da un interesse, siamo ragionevoli perchè vogliamo il oone. Ora, nel momento in cui cerchiamo la felicità, un principio opposto, il dovere, appare per imporci il sacrifizio di noi stessi: noi vogliamo essere felici, ma cerchiamo, ma preferiamo l'infelicità. Sarà per orgoglio, per vanità, per .ambizione: la nostra virtù non sarà che la forma della virtù; pure è voluta, o ::;ottosLiamoal sacrifizio. L'interesse e il (iovere, l'egoismo e l'ascetismo si contrastano le nostre azioni; la contraddizione è formale; essa mett,e alle prese tra loro il bene e<l il male, la morale e la politica, il successo e il martirio. Il bene dell'egoista è il male dell'eroe, il male dell'eroe è il bene del',egoista; la perfezione <lell'egoismo consiste nel sacrificare ogni cosa a sè, quella dell'eroismo consiste in un'abnegazione, per la quale l'uomo più sublime, secondo l'evangelio, sarà quello che avrà più odiato sè stesso. Il nostro destino ondeggia tra i due e.stremi dell'utile e della virtù; in ogni istante della vita dobbiamo governarci, e nondimeno il governo di noi stessi non è mai logicamente possibile. Esaminiamo prima le contraddizioni della giustizia; vedremo in seguito quelle della felicità. qAPITOLO Il. LA CONDIZIONE DEL DOVERE DISTRUGGE IL DOVERE. Non saremmo mai giusti se non fossimo liberi; la libertà è la condizione del dovere. Ma siamo noi liberi ? La coscienza ci rivela la nostra libertà, ci attesta l'indipendenza morale dell'io; nessuno può contestarci il sentimento della nostra indipendenza; e non pertanto, se si interroga la coscienza tutta intera, si trova, in urr

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