Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOT.,UZIONE 11.:i celebrano mille gioie soempiamente bucoliche per nascondere l'amara tristezza delle umane sorti, disdegniamo la discussione e passiam oltre. Dinanzi a Dio siamo al cospetto di un essere matematico; il più, il meno, i palliativi, le transazioni sono incompatibili colla necessità logica dell'assoluto. Ciò che accusa la provvidenza è il male, non la quantità del male: poco importa che esso si ·riduca alla privazione, che la somma dei piaceri oltrepassi quella dei dolori, che le virtù siano più numerose dei vizi. Si tenta di consolarci assicurando che ma,ggiori piaceri ci avrebbero danneggi,ato, che il dolore ha la sua missione, che veglia a conservarci, e che la • natura ci fu matrigna per esserci miglior madre. Si tenta di scolpar' Dio avvertendo che i dolori degli animali sono minimi; che forse l'uomo, creatura misera e sacrificata, era rnicessaria per empiere un vacuum formarum nell'ordine universale della creazione; ci vien fatto osservare che dalla ter-ra non si può giudicar l'universo; che se la terra è infelice, la repubblica universale di tutti gli esseri è forse felicissima, e che l'universo medesimo è forse in-progresso. Son tutte ipotesi per sè ·cavillose, meschine, senza valore. In primo luogo si può int-ervertirle e supporre che più grandi pia,ceri ci avrebbero resi felici, che il piacere ·poteva veg.liar solo sulla nostra conservazione, senza che il dolore fosse necessario: invece di imaginare che la terra sia un'eccezione sventurata nell'universo, si può credere, al oontrario, che sia un'eccezione di folicità, che l'universo decada, che'l'uomo sia sacrifica.to, che nessuna ricompensa .lo attenda nell'altra vita. Ma intralasciamo ogni considerazione .accessoria e puramente secondaria, ogn·i interversione delle possi,bilità del dolore: ripeteremo •pur sempre che dinanzi .a Dio è il male, e non la quantità del male che pesa. Se anche un insetto soffrisse solo e per eccezione nell'universo, basterebbe all'aoousa e questa sarebbe forte come se l'universo fosse un inferno. Post.a la bontà infinita, non si può dare il male;· ammesso il male, Dio è li~itato, lott.a col mal ge-

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