114 GrnSEPPE FERRABI de continuando il romanzo metafisico. Dicesi : il limite circoscrive il nostro pensiero, lo cònfonde, la con.fusione ci fa cadere nell'errore. Ecco una prima equazione del limite coll'-errore; equazione imaginaria, perchè il pensiero può cir,coscriversi, limitarsi fino ai confini del nuUa, senza ingannarsi: l'ignoranza non è l'erròrc. Poi l'equazione non basta; per sè stesso l'errore non è un male, può essere un bene, possiamo essere feli<:emente ingannati, o felici nell'inganno: ma allora d'onde il male? L'errore, si soggiunge, c'induce alla colpa; facendoci vedere il bene là dove non è; ci seduce, e precipitiamo nel male. Ecco una nuova equazione dell'errore col delitto; e ancora non basta: l'omicidio involontario non è punito; l'cerrore non è che un errore, non è che un male psicologico, non è un male morale. Infine si cortclude, il delitto trascina con sè la pena, dimodochè il male fisico non è che una punizione, La. conseguenza naturale di un mal morale. Ma diremo noi che l'<ammalato è un condannato? Come concepire un Dio che punisce gli errori inevitabili dello spirito, i quali conducono a delitti egualmente inevitabili? Come ammettere che egli punisca in noi la sua propria colpa, di averci creati fallibili? Qual è il misfatto commooso dal1' infante che nasce preda del dolore? Quale il misfatto della donna condannata a partorire soffrendo? Nondimeno identifichiamo il male col limite: stia pure che la donna debba partorire con dolore, che l'uomo sia condannato al lavoro, che ogni animale debba essere destinato aUa morte, che la terra debba essere invasa dalla peste, dalle carestie, dai diluvi, e sempre perchè il mondo è creato sotto la condizione del limite, e perchè Dio non poteva creare altri Dei; ne CQnseguirà nella . bontà divina la colpa di non essersi astenuta dal creare, di non aver resistito aUa ignota {orza che la spingeva a manifesta·rsi limitandosi, cioè divenendo maleflcca.- Quanto all'idea d\ attenuare il mjsfatto divino ronsiderando il ,grandissimo numero de' beni prodigati nel mondo, quanto alle ambagi teologkhe neJ.le quali si
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