Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 113 come un insensato che si inoltra verso il nulla credendo di conquistare il falso barlume di un bene; si_dice che traviato da un errore si adopera alla propria distruzione e si tracciano scene metafisico-fantastiche in cui i beni della terra fatti eguali al non essere vengono sacrificati a non si sa quali godim~mti di cui nessuno può fruire. Fatica perduta: ogni scena può intervertirsi, o ci è aigevoledi presentar-e i beni della terra come godimenti positivi rigettando nell'indefinito il male quasi fenomeno senza forma, senza determinazione e volto alla distruzione degli esseri, la quale si compirebbe colla loro caduta nell'abisso dell'-infinito. Che esistenza, che forza, che moto, che vita, che destino ideare senza limiti, senza forme positive, senza forze, chiuse nella ,prigione di un organismo? Qui si apre una carriera inaspettata alla demoralizzazione, si può predicare l'utile, il piacere, la voluttà, qui gli eroi più celebri diventano illustri suicidi, e i fanciulli più innocenti vere negazioni. Se la tristezza, se il dolore, se il vizio non sono altro che le negazioni del piacere, del. gaudio, della virtù, perchè alla loro volta il gaudio, il piacere, la virtù non sarebbero pure negazioni del male, mere rrivazioni? Ravvi di più; sia pure il ma.le eguale al limite, alla privazione, al nulla; in questo caso il limite accusa Dio di ·imperfezione; e non essendo egli giustificato, la sua difesa deve ri,oominciare. Nel fatto i teologi la ricomincia.no, e stranaimente dicendo che egli non poteva crea-re altri Dei; che l'infinito non poteva creare altri infiniti: egli ha dunque creati gli esseri limitandoli, e col limite genera.va simultaneamente il male nel mondo. Ma le due nozioni del male e del limite sono distintissime; il limite -è sì distinto·dal male, che si applica egualment-e al male e al bene: havvi un termine al dolore, havvene uno al piacere; distruggansi i limiti, la misura, la proporzione delle cose saranno violate; il bene stesso sarà trasformato nel male. Dunque per qual r:agione ·n limite sarebbe il male piuttosto c~e il b-ene? Si rispons

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