FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 109 deve comunicare la necessità della su.a essenza a tutto ciò •che dipende da lui; ègli è l'eterno geometra, e tutti i suoi atti debbono svilupparsi colla necessità della geometria. Se credesi a Dio, si respinga come un'illusione l'idea della oontingenza; si sommett.ano tutti i fenomeni al fato matematico, l'avvenire sarà irrevooabile quanto il passato, il passato quanto i numeri che lo misurano. E non si parli della libe:rtà divina. Se la libertà divina consiste nella facoltà di attuare il pensiero di Dio, si .riduce alla necessità più cieca; Dio non è più signore di sè, che non lo sia il fiume che scorre; aggiuntovi che ·in Dio il fiume scorro per una necessità infinita. Se poi la li-bertà divina è la potenza per cui egli può opporsi a' suoi propri pensieri, alla sua propria natura, al vero, all'essere, allora egli cade in balìa della propria libertà, diventa contingente, può distruggersi; e noi -l'icadiamo sotto l'impero di un caso infinito, condannati a considerare la stessa necessità come un'illusione dovunque si presenti, anche in Dio. Allora le leggi della goometria, quehe della logica saranno contingenti, potranno non essere; se un Dio necessario rende impossibile la contingenza nel mondo, un Dio libero ne rende impossibili le apparenze necessarie. Inv.ocato per rendere possibile la natura, le toglie il tempo, lo spazio, la sostanza, tutte le forme logiche alle quali ,dovrebbe obbedire. CAPITOLO IV. LA ,PROVVIDENZA RENDE. L'ORDINE ATTUALE IMPOSSIBILE. La -provvidenza subisce la sorte degli altri attributi; invocata •per ispiegare l'ordine, lo rende impossibile, perchè sull~ terra non si diviqe dal disordine; dappertutto 11 bene suppone il male, il piacere dà la mano
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