108 GITJSEPPE Fr.RnARI all'alLro, il mol-o nel suo !ludo manifestarsi, i rapporti nella loro reciprocità illogica e materiale non ammetterà mai la creazione divina senza prima rinunziare alla ragione. Neppure si può pensare alla troppo diseredilata teoria dell'emanazione per cui vedremmo Dio diminuirsi, dividersi, annichilarsi; che se per ma:ggior comodo <lei deisti dovesse essere causa dell'emanaziono senza diminuirsi allora come ca:usa si altererebbe, o l'alterazione non potrebbe combinarsi colla sua identità permanente, senza opporre l'infinito al finito, il moto all'immobilità, senza respingere e ammettere nell'atto istesso l'eduzione dal nulla. Togliamo noi l'eduzione dal nulla supponendo l'eternità del mondo? Allora l'infinito sarebbe nel mondo, che non avrebbe più bisogno di Dio. Trascu-ri.amo le r,&gioniche interdicono a Dio l'atto del creare; supponiamolo creatore. Per qual motivo decidevasi ad uscire dall'eterno suo riposo per creare la natura? Perchè non anticipava, non ritardava di un secolo, di un'ora l'origine delle cose? Perchè collocava il mondo nel luogo che occupa, e non in altri luoghi più lontani? Qual era lo scopo di Dio scegliendo tra tutte le creazioni possibili Ja sua creazione? Noi cerchiamo inutilmente una ragione alla creazione che esce dall'infinito; e ne consegue che siamo ridotti ad attribuirla necessariamente al caso. Invocasi Dio per trov,are una causa alla natura, per trovarle uno scopo; lo si invoèa per ispiega-re l'ordine ed evitare la cieca fortuna e l'impossibilità di deciderlo a uscire dalla sua immobilità, in un dato istante, con un dato scopo, sotto una forma determinata ci respinge ad un ti·atto nel regno del caso. Se potessimo rimanervi, avremmo almeno una parola per ispiegarci il mondo. Il caso si collega colla contingenza, il caso permette alle cose di conservare quel carattere per cui ,possono essere e non essere; il caso trovasi nel fondo del nascere, del perire, dell'universale mobilità, dell'alterazione senza limiti che inv.wdel'universo. Or bene, Dio rende impossibile perfino il caso e la contingenza; perchè se è causa, se è scopo
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