Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

I. FILOSOFIA DELLARIVOLUZIONE non è•che la prova dell'antico -politeismo. li padre Kirker annovera va seimila prove della di vini tà, scoprendo seimila volte l'ordine nei diversi oggetti della natura; le ammetteremo, secondo l'autorità r>iù antica di Varwne. E fosse pure unico l'ordine dell'universo, fosse subordinato ad un pensiero unico e noto, perchè non sarebbe esso il ,risultato della collaborazione del-le seimila o trentamila divinità? Molti autori possono comporre un dramma, molti architetti ,possono tracciare il disegno di un palazzo, alcune centinaia di dottori e di veBCO,vriuniti in un concilio formano spesso una religione unica; perchè un concilio olimpico non avrebbe potuto :presiedere alla costruzione dell'universo? Se si parla seguendo l'analogia dell'opera e dell'operaio, della ,cosa e del suo fattore, nessuno potrà contestare !',esattezza della mia induzione. Non ,basta: voglio che gli Dei siano materiali per agire sulla materia; voglio che mangino, che bevano, che dormano, che si combattano; perchè no? l'analogia dell'opera e del suo operaio lo vuole. Eccoci in piena mitologia. Se s'innalza una statua per la dea del matrimonio, un'altra per la Venere eslege, io ne domando una terza per la filosofia servile che essendo un'opera suppone il suo autore. Che gli uomini del mondo primitivo abbiano attribuito le opere visibili della terra a' genii invisibili del cielo, che abbiano spiegata la guerra degli esseri con una guerra supposta tra gli Dei, figli essi stessi della discordia elementare, -l'errore era naturale, 1'analog'ia legittima, sanzionata dall'ignara esperienza di que' tempi senza dubbi e senza pretensioni intorno alla consi- -stenza logica delle cose. Ma il •Dio moderno deve vincere J,a logica, ed essere assoluto: volete voi fondarlo sull'idea dell'.ordine? Voi fonderete l'assoluto sopra un ordine che si riduce ad una congettura, sopra un or-· dine di cui ignorate il primo pensiero; l'ordine dipenderà dalla vostra maniera di vedere, potrete intervertirlo cambiando il ·punto di vista, potrete fargli subire tutte le interversioni che subisce l'idea della perfezione,

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