Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLARIVOLUZIONE 99 a prima giunta sì semplice, sì, rigorosa, dà per ultima conseguen:z,a la cieca agglomerazione di tutte le tesi le più opposte della teologia. Il teTmine medio della perfezione si riduce ad un grossolano espediente; il sinogismo si sviluppa in due sensi in un modo contraddittorio; e la conclusione, lungi dall'evitare le contraddizioni del mondo, trasporta tutti i contrari nell'idea di Dio. Non potrebbe.si comprendere la fortuna . di questa dimostrazione che sedusse Descartes e Leibni tz, se le più 8Tandi ardiLezze della metafisica non fossero in fondo veri atti di disperazione. La seconda prova dell'esistenza di Dio trae la sua forza dall'idea di causa, e prende il suo punto di partenza nella natura. «Ogni oggetto,» si dice, « suppone «una causa; ogni causa suppone alla sua volta unn. " causa anteriore, e si risale così di causa in causa "senza che mai si possa t.rovare un termine al regres- " so. Ma essendo impossibile che si dia una serie infi- " nita di cause finite, è necessario di supporre una « causa infinita, Dio, che chiude ìa serie delle cause «finite.» Appena possiamo dire che la prova per le cause abbia la forma della dimostrazione: essa ci addita un'assurdità, e la riproduce per intero limitandosi a spostarla. Se trovasi assurdo di ammettere la riunione del finito e dell'infinito, se c-11edesci ontraddittorio di supporre ohe un numero di cause finite sia infinito, non è forse egualmente assurdo il mettere in presenza Dio e la natura, una causa infinita ed effetti finiti, in altri termini, l'infinito e il finito personificati in due esseri? L'infinito e il finito si suppongono contemporanei, indivisibili nel mio pensiero; io li vedo uniti nel tempo, nello spazio, in tutta la natura; finchè mi limito ad osservarli e concepMi, io verifico un fatto materialmente vero, benchè logicamente impossibile: ma quando io separo i due termini, il mio atto è arbitrario, la separazione ipotetica, e sono addotto a raddop·piare la contraddizione primitiva perchè la logica mette nuovamente in guerr.a l'infinito col finito opponendo Dio colla

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