Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GCUSEPPE FEHRARl ma se si tratta d'infelicità preferisco il non-essere, non voglio essere infelice. Ci vien dunque imposto un equiì'OCO quando ci si impone di considerare l'essere come una perfezione: anche qui la perfezione, sempre equivoca, abbraccia l'essere e il non-essere, si sviluppa in due sensi opposti, o ci conduce alla contraddizione. Passiam oltre: attribuiamo l'esistenza ad un essere eminentemente perfetto, ne consegue forse ch'egli esista realmente? La sua esistenza resta sempre un mio concetto: dicendo che Dio esiste io non osco da me stesso, rimango co' miei propri-· pensi,eri, mi limito a ooncepire, ad affermare l'esistenza di un essere perfetl,o; tra il pensiero dell'essere e l'essere non havvi nè identità, nè equazione, nè sillogismo. La conclusione della prova riproduce la contraddizione. Esiste un essere perfetto: questo è il risultato della nostra peregrinazione a traverso tutte le possibilità le più felici. Ma l'essere ,e la perfezione sono due cose distinte. L'essere è il genere di tutti generi, abbraccia indistintamente tuUi gli esseri, e indifferente al bene e al male, rimane sempre impassiibi1e, La perfezione, al contrario, si sviluppa per ,preferenze; sceglie il bene, raffina tutte le nozioni, idealizza ogni cosa. L'essere è un genere come l'uomo che contiene tutti gli uomini, fatta astrazione dalla bellezza, dalla sapi_enza, dalla virtù degli uomini mighori; se non contenésse che uomini belli, savi, virtuosi non sarebbe un genere. All'opposto, la perfezione segue solo la bellezza, la sapienza; se rimane nella generalità del genere, non è· più la pDrfoiione. Dunque l'essere assoluto e l'esser-e perfetto sono due enti, distinti: riuniamoli, è d'uopo riunirli poichè affermasi un essere assolulo e una perfezione assoluta; questa riunione ravvicina due termini che si escludono, un Dio impassibile e un Dio benefico, un Dio generico e un Dio provvidenziale, un ent-e come la sostanza di Spinosa, e un verbo generatore come il logos di Platone. - La dimostrazione dell'esistenza di Dio per mezzo delle idee,

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